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Li Musicanti di Savona

I Musicanti di Savona.
L’Associazione Culturale di cui fanno parte Angela Panizzi, Roberta Larocca, Emilio Pernici, Vittorio Garofalo.
Ci parlano della loro musica.
La musica: forse una delle poche vere forme del divino alla nostra portata.

Come per la letteratura e le arti figurative, anche il ruolo della musica è fondamentale, perché attraverso questo prezioso strumento noi diamo un significato più completo ai vari periodi storico-artistico-letterari, quali ad esempio, il Medioevo, il Barocco, il Neoclassicismo e il Romanticismo.

La musica è infatti una delle componenti essenziali, per definire la società, l’economia e il costume di un’epoca e, come tutte le arti, ha sempre fatto parte della nostra storia.

Come sono nati, I Musicanti, e con quale intento?

Emilio Pernici: ” Siamo nati nel 1999, come gruppo stabile. Ma ci conoscevamo da molto tempo! Dalla fine degli anni Settanta.
Frequentavamo l’Accademia Musicale di Savona, all’interno della quale Alessandro Volta, valentissimo liutista savonese e cultore della Musica Antica, aveva creato una sezione a lei dedicata.
“I Musicanti” ancora non esisteva, ma eravamo sempre in contatto.
Noi cultori della Musica Antica siamo come una Confraternita. Ognuno, con le sue specifiche strumentali, sviluppiamo collaborazioni sia a livello locale, sia a livello nazionale.
Nel 1999, l’Associazione “La Medioevale”, che si occupa di rievocazioni storiche, cercava un accompagnamento musicale per il gruppo di danza medievale “Ilaria del Carretto”.
“I Musicanti” sono nati così, per accompagnare dal vivo le danze medievali durante le rievocazioni storiche.
La nostra collaborazione è durata molti anni. Caratterizzandoci ancora di più all’interno della Confraternita della Musica Antica!
Suonare in accompagnamento alle danze, è ricercare una gradevolezza nella musica del periodo.
La musica ha varie espressioni, proprio come i nostri stati d’animo.
Puo’ essere carezzevole o solenne. Dolce o severa.
Noi cercavamo fra le note la gioia giocosa, l’allegria!
Per trasmetterle ai danzatori, ed insieme al pubblico. Intrattenendolo con leggerezza, perché non tornasse a casa pensando…per fortuna lo spettacolo era corto!”

Che tipo di strumenti suonate?

Angela Panizzi: “Io suono il flauto a becco diritto e traverso, il travérsiere rinascimentale barocco strumento tipico dell’epoca alla quale si rifà la nostra musica. Sono anche  la voce del gruppo. ”
Emilio Pernici : ” Con Roberta La Rocca,  suoniamo i flauti diritti e le ance storiche.
Vittorio Garofalo: “Suono i liuti, la chitarra barocca, ed una chitarra dalle dimensioni più piccole, detta chitarra spagnola o guihiela, le cui particolari sonorità sono di complemento alla Musica Antica che noi suoniamo.
Se necessario alla dinamica dello spettacolo, suono anche le percussioni.”

A quale epoca risalgono i vostri strumenti?

Vittorio Garofalo:” I nostri strumenti sono le copie di quelli in uso nelle varie epoche a cui la nostra musica fa riferimento. I liuti, ad esempio, risalgono al tardo Rinascimento. La chitarra barocca al Seicento. Dello stesso periodo, forse solo un poco oltre, è la chitarra spagnola.”
Emilio Pernici:” Sempre al 1500 risalgono i nostri flauti e le nostre ance.Tutti strumenti che, dal 1600, entrarono in disuso, in quanto era cambiata la sensibilità musicale e di conseguenza quello che si richiedeva alla sonorità degli strumenti.”

Emilio Pernici, per quale motivo vi siete avvicinati alla sensibilità musicale propria del 1500?

“Il culto della Musica Antica è nato alla fine dell’800 in Inghilterra. Ma il suo grande sviluppo si è avuto durante gli anni Sessanta del nostro ‘900.
In quegli anni c’era un grande desiderio di riappropriarsi della musica. Di non subirla.
La musica Classica, Romantica di fine Ottocento richiedono un’altissima specializzazione musicale, nonché organici vasti e anche una difficoltà di esecuzione.
Per sua natura, invece, la musica del ‘400 e del ‘500, poiché si eseguiva in casa, quasi potremmo dire…a tavola! prevede una dimensione più domestica, intima.
Dalle algide sonorità classiche, in questo modo, la musica scende ad un livello più umano.
Per questo motivo, negli anni Sessanta tornò in auge.
C’era sempre, in quel periodo, qualcuno che, durante una riunione tra amici, sulla spiaggia, tirava fuori una chitarra e tutti si facevano intorno a lui per cantare!
E i ragazzi dell’epoca che avevano la fortuna di saper suonare uno strumento, formavano spontaneamente il loro gruppo musicale!
La maggior parte di noi e’ sensibile alla musica e spesso anche suonare uno strumento, fare musica puo’ servire ad esprimere le proprie emozioni, dall’ansia alla serenita’, dall’aggressivita’ alla gioia!
Per quei ragazzi, suonare, è stato riconoscersi nella musica, farla propria, per  dare voce alle proprie emozioni.
Suonare la Musica Antica è un momento di aggregazione simile a quelli che ho descritto. Solo, sul versante della musica colta.”
Gruppo Ii Musicanti

Angela Panizzi, che ruolo aveva la donna nel fare musica, nel ‘500?

“Le donne cantavano nel ‘500! E sapevano anche suonare uno strumento e danzare.
Forme di espressione artistica che si arricchivano della loro grazia.
Ma non potevano cantare in pubblico! Nelle rappresentazioni musicali pubbliche, nei teatri, le donne non dovevano comparire!
Il timbro di voce che raggiungeva le sonorità più acute era affidato alle “voci bianche” maschili, come ad esempio Farinelli.
Ma le donne cantavano lo stesso! In altri ambiti, naturalmente! Nelle Corti, nei salotti dei nobili. Si ritrovarono così in competizione con le “voci bianche” maschili.
Le quali “voci bianche”, per la loro conformazione fisica, possedevano un’estensione di voce più potente grazie alla cassa toracica più grande rispetto alle donne.
La competizione tra loro, in quel preciso periodo storico in cui la musica profana stava iniziando a proporsi nelle piazze, in contrapposizione alla musica delle Corti, segnò l’inizio di un cambiamento del ruolo della donna nella musica, nel fare musica.
Ricordiamo il “Gruppo delle Dame” alla Corte dei Gonzaga: donne che componevano, suonavano, cantavano e danzavano la loro musica!
Furono loro ad aprire la strada alla figura femminile, facendola emergere dall’ “angolo” nel quale fino ad allora era stata relegata.
E da quel momento, nessuno riuscì più a tenerci nell’ombra!”

Dove si trova la sede della vostra Associazione “I musicanti”?

Emilio Pernici: ” Nelle nostre case, a turno! In quanto noi non abbiamo una sede localizzata. D’altra parte, suoniamo, come ho avuto modo di spiegare, musica intima…quale migliore luogo per provare se non le nostre case?”

Dove hanno suonato, “I Musicanti”, e dove suonano la loro musica?

Emilio Pernici:”Al nostro attivo abbiamo qualche centinaio di concerti.
In Savona e anche fuori Savona.
In Piemonte e in Lombardia forse si trovano i maggiori cultori del nostro tipo di espressione musicale, e la maggior parte dei nostri concerti si è tenuta in queste Regioni.
Dove suonare Musica Antica è un momento di aggregazione che non si ferma alla sola espressione musicale.
Comprende altre forme d’arte, che coinvolgono il pubblico in un’esperienza dagli aspetti più diversi.”

Collaborate ancora con il Gruppo “La Medievale”?

Emilio Pernici : ” Purtroppo la collaborazione è terminata. Non per colpa di nessuno. Ma la maggior parte delle volte, nessuno di noi era messo, dalle organizzazioni degli spettacoli, nelle condizioni di dare e fare il meglio! Entrambi i gruppi sono formati da persone che tengono alla migliore riuscita delle loro forme espressive. Se questo non può avvenire, è preferibile rinunciare. Per non vanificarne la bellezza!”

In quali occasioni Savona ha chiesto ai Musicanti di suonare per lei?

Emilio Pernici:” Suoniamo collaborando con altri gruppi di Musica Antica, come ad esempio “Pro Musica Antiqua”.
La nostra collaborazione più recente è stata in occasione delle celebrazioni riguardanti Savona Libero Comune.
Siamo aperti e disponibili a suonare e far conoscere la nostra musica a coloro che vogliono avvicinarsi ad essa.”

Come vi sentite considerati dall’Amministrazione savonese?

Emilio Pernici: “L’Assessore al decentramento, Signor Lugaro, fa il possibile per dare rilevanza alla nostra proposta musicale. Che si presta a situazioni meno formali rispetto agli spettacolo che si possono organizzare al Chiabrera, o in altri ambiti più “istituzionali”.
La nostra, come ho già detto, è una musica intima. Si basa molto sul rapporto che instauriamo con il pubblico, e se le nostre esibizioni avvengono in locali più raccolti, questo aspetto, a cui teniamo molto, è valorizzato.
Si trasmettono, e ritornano a noi, emozioni. Ed è questo che conta di più.”

Il vostro pubblico comprende varie fasce di età?

Emilio Pernici: “Alle nostre esibizioni assistono persone di ogni età!
La nostra musica interessa molto anche agli appassionati di musica celtica, o di musica etnica.
Le sue sonorità sono talvolta simili, si fondono e si confondono i diversi stili musicali.
In quella che molti, usando una parola molto di moda, chiamano contaminazione!
Generi musicali lontani nel tempo, hanno invece in comune più di quanto potrebbe sembrare! Esiste la stessa filosofia: i musicisti sono degli artigiani che rispettano solo una melodia. E poi sopra introducono ciò sentono…e possono!”

 

Vorreste essere maggiormente conosciuti nell’ambito musicale savonese? O vi basta quello che state facendo?

Emilio Pernici:”Quanto più si suona, tanto più è divertente e piacevole. Ma ci rendiamo conto che il momento attuale non è dei più felici per chiedere ed ottenere gli spazi necessari a suonare. Non sono molte le possibilità di organizzare eventi e manifestazioni, per i motivi che penso tutti conosciamo.
Le risorse a disposizione delle Amministrazioni, vanno, giustamente, ai professionisti che richiamano un pubblico più vasto.
Nel corso degli anni per noi, tutti, le occasioni di suonare in pubblico sono andate diminuendo.
Mi sembra anche di notare un calo di interesse per la musica, in  generale.
Conosco molti musicisti, anche appartenenti ad altre forme musicali ed in ambito nazionale. E’ una percezione diffusa tra tutti noi.”

In quale Regione avete avuto la risposta più entusiasta alla vostra musica?

Emilio Pernici: “Forse in Piemonte ed in Emilia Romagna. Dove la partecipazione agli eventi organizzati per far conoscere il periodo storico a cui si riferisce la nostra musica sono più sentiti e seguiti.
Ma con commozione ricordiamo il Concerto di Natale che abbiamo tenuto nella Chiesa di Valloria, qui a Savona. Tra noi e il pubblico si è instaurato un momento di intenso scambio e condivisione delle reciproche emozioni. Che portiamo nel nostro cuore.”

 

Date un motivo ai savonesi per venirvi ad ascoltare.

Vittorio Garofalo: ” La musica che proponiamo, era pensata per creare aggregazione tra le persone. Suoniamo come, pensiamo, avrebbe suonato un gruppo come il nostro nel Seicento. In quel periodo c’erano sì i professionisti che suonavano nelle Corti…ma anche musicisti come noi, per i quali suonare era un’attività svolta per puro piacere, in quanto svolgevano altri lavori.
Erano chiamati a suonare per lo più in occasione di feste danzanti!
Attingiamo agli antichi spartiti, studiando il modo migliore per renderli attuali e fruibili a chi ci ascolta.
Per il rispetto che abbiamo della musica, delle persone che ci vengono ad ascoltare, cerchiamo di rendere gradevole una musica che potrebbe risultare, oggi, di difficile ascolto.
I risultati della nostra ricerca, li vediamo nell’interesse, nella partecipazione manifestata dal pubblico!
Presso la Circoscrizione di Via Verdi, che ha messo a disposizione i suoi locali, abbiamo organizzato una serata dedicata a Violeta Parra, una delle maggiori esponenti della musica folkloristica cilena, musicista e poetessa, che ha avuto tra i suoi allievi gli Inti Ilimani.
La nostra musica, è stata il sottofondo alla lettura delle sue poesie, da parte di Emilio Pernici. Angela Panizzi ha cantato le sue composizioni musicali.
Nei locali di Villa Cambiaso, qualche anno fa,  era stato creato l’allestimento dei quadri del pittore e compositore romano Gialnuigi Bocchetta, intitolato “Streghe e Fate” dedicato all’immagine della duplice natura della donna.
In quell’occasione abbiamo riadattato per l’esecuzione con i nostri strumenti, le sue musiche.
Visto il gradimento della nostra performance da parte del pubblico, abbiamo inciso un cd intitolato…“Streghe e Fate”!!!”.
Queste esperienze sono per noi dialoghi musicali e artistici tra antico e moderno: una peculiarità espressiva che rende la musica antica…moderna al tempo stesso! In un perpetuo viaggio senza tempo!”

Nel vostro girovagare con la musica, come vedete Savona in prospettiva?

Vittorio Garofalo: “E’ lo stesso rapporto che abbiamo con il mare: allontanarsene fa sentire forte la sua mancanza!  Siamo contattati in occasione di aperture di mostre, o di revocazioni storiche. E di queste opportunità siamo fieri e grati, per la possibilità di riportare in Savona gli arricchimenti personali e artistici offerti dalle esperienze oltre i suoi confini! Torniamo con la voglia di trasmetterle alla nostra città e  a coloro i quali vogliono condividerle con noi!
Savona possiede un gioiello: la Fortezza del Priamar! Uno sfondo meraviglioso e unico per ogni forma di espressione artistica!
Dove, tempo fa, abbiamo allestito una mostra dei nostri strumenti antichi. Con nostra grande sorpresa, ha avuto successo! Tra le firme dei visitatori apposte sul libro delle presenze al suo ingresso, molti croceristi.
A mio avviso, paradossalmente, sono i savonesi a trovare difficoltà nel raggiungere la Fortezza in occasione delle manifestazioni organizzate al suo interno.”

Come vedete il futuro di Savona?

Angela Panizzi: ” Roseo! Una nota che viene dalle emozioni femminili. Savona è i suoi cittadini, come vivono la loro città, gli interessi che coltivano per renderla viva!
Il nostro gruppo, ad esempio, dopo tanti anni di collaborazione, ha sempre lo stesso piacere di ritrovarsi per suonare, sperimentare nuovi modi di esprimersi, conoscere e farsi conoscere!
Suonare è un piacere tra noi, che amiamo condividere con il pubblico che vuole ascoltarci.
La bellezza della musica e di ogni espressione artistica, allieta lo spirito, dalla notte dei tempi! Un piacere che rende gli animi ben disposti alla vita.
Ad affrontarla, in ogni suo aspetto, in maniera più serena.
E’ questo che vorrei per Savona, ma non solo: una maggiore disposizione alla bellezza potrebbe rischiarare il futuro di tutti noi!”

Emilio Pernici: ” Un particolare discorso lo merita, in questo senso, la Fondazione “De Mari”.
L’Amministrazione savonese, per la cultura, sta facendo tutto il possibile, con tutti i mezzi a disposizione.
Purtroppo pochi visto il momento di difficoltà generale.
La Fondazione “De Mari”, mi sento di affermare, è veramente la spina dorsale della vita culturale savonese.
Il nostro Gruppo, “I Musicanti”, grazie alla Fondazione “De Mari” potrà realizzare il progetto “Atalanta Fugens”. Si tratta della trascrizione in chiave moderna, di un libro del Seicento scritto dall’Alchimista tedesco Michael Maier.
Un trattato in lingua latina, imperniato sulla figura mitica di Atalanta, all’interno del quale si trovano cinquanta trattazioni alchemiche, a ciascuna  delle quali l’Alchimista ha associato una particolare  fuga musicale.
Ci siamo imbattuti per caso in questo Antico Testo. E naturalmnete ce ne siamo subito appassionati, in particolar modo Vittorio Garofalo che ne ha curato la trascrizione musicale moderna.
Più facilmente leggibile, senza spaccarsi gli occhi sugli spartiti seicenteschi!
Abbiamo realizzato, di questa opera, un cd.
Un lavoro, un’opportunità di fare conoscere la nostra musica che dobbiamo, sì, alla nostra caparbietà.
Ma anche al generoso contributo della Fondazione “De Mari”.
La Fondazione si occupa di arte e cultura in Savona a 360 gradi!
Penso che non esista operatore culturale savonese che non debba riconoscenza alla Fondazione “De Mari”!

C’è musica e musica. Musica per l’anima, musica per sognare, musica per cantare, musica da ascoltare quando si è felici, tristi, musica per comunicare le emozioni.
La musica contemporanea, quella che ascoltiamo in radio tutti i giorni, e la musica inveterata,quella antica.
Accanto alla musica c’è l’esecutore, le sue passioni, la sua vita e la sua capacità di comunicare le emozioni del pentagramma in modo unico ed inimitabile.
I “Musicanti”. Un gruppo unico nel suo genere per originalità, esempio sui generis di contaminazione tra antico e moderno, tra individualità interpretativa ed universalità del linguaggio musicale.

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