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La Processione d’Inverno di Imelda

In questo periodo dell’anno, siamo assorbiti dai preparativi per le Feste Natalizie.
Albero o Presepe? O forse entrambi?
Mentre siamo assorti in questi pensieri, non ci rendiamo magari conto che stiamo così cercando di ritrovare il filo perso di fronte agli avvenimenti del Mondo.
Come continuare ad avere fede nell’Umanità? Come credere ancora nell’Amore?
Sì, perché le Feste Natalizie d’altro non parlano e non hanno mai parlato che d’Amore.
E’ il momento in cui “con”  gli altri possiamo trovare la forza di opporci a tutto ciò che di brutto esiste nel Mondo.
Attraverso l’Amore, che riconosce e tollera e, all’opposto della violenza, si nutre delle alterità e delle differenze.

Imelda Bassanello, artista savonese d’adozione, porta avanti da tempo un’idea diversa per celebrare questo particolare momento dell’anno a Savona: la Processione d’Inverno.

Imelda, come è nata la Processione d’Inverno?

Ispirandomi alla Processione che si svolge a Savona ogni anno, il 18 marzo.
Processione che parte dal Duomo, nel Centro Storico snodandosi lungo la via che conduce al Santuario per concludersi sul sagrato della Basilica.
Una data molto sentita dai Savonesi.
Che ritrovandosi ogni anno nella Piazza del Santuario, ritrovano le loro radici, la loro storia.
Ho voluto ricrearla d’inverno, nel periodo natalizio.
Per rafforzare l’idea di identità cittadina, attraverso un rito collettivo sentito dagli abitanti di Savona, un cammino vissuto in questo momento come una ripartenza verso il nuovo anno.
Ripartendo proprio dall’Amore che è  il vero senso del Natale.

Come nasce la Processione d’Inverno di Imelda?

Attraverso la creazione di figure in legno posizionate lungo la strada che dal Quartiere di  Lavagnola, periferia della città, arriva al Santuario.
Si tratta di figure rappresentanti pastori,donne, bambini e figure di animali.
Per richiamare le figurine del Presepe ma anche persone reali, della vita di tutti i giorni.
Sono create in grandezza naturale proprio per questo.
Emergono, così, sullo sfondo del paesaggio invernale dal ciglio della strada dove vengono installate a distanza di cento metri circa l’una dall’altra.
Accanto alle Cappellette che costeggiano la strada.
Di fronte alle case e ai negozi di chi ha piacere di sentirsi coinvolto nell’idea della Processione.

Come crea Imelda le sue statue per la Processione d’Inverno?

Negli ultimi anni, nel mio laboratorio, che si trova accanto alla Basilica del Santuario, comincio intagliando  nel legno in disuso le sagome delle figure per la Processione.
Dal 2002 in avanti, ne nascono ogni anno di nuove, che vanno ad arricchire le altre.
Con l’aiuto della popolazione Santuariese, ma anche di persone che vengono da ogni parte della provincia che conoscono questa mia iniziativa, decoriamo le figure dipingendo i volti, vestendole con materiali di recupero.
Ognuno di noi apporta così il suo modo di esprimere il  proprio estro artistico, dal più semplice al più raffinato.
E la Processione prende così vita!

Quale significato ha, per Imelda, il Presepe?

Allestire il Presepe riporta alla dimensione dell’infanzia.
Ai ricordi personali legati ad una fase della vita della quale abbiamo memoria particolare.
Molto legata alla Religione per la società in cui viviamo.
Ma i bambini non sono ancora in grado di capirne il significato religioso.
Vivono il Presepe, il Natale come una favola!
Natale coincide con la fine di un anno.
E’ attesa del nuovo, dell’ignoto che ci aspetta.
Il bambino che vive, mi auguro, dentro di noi è in attesa di viverla questa nuova favola: con occhi nuovi e innocenti, pieni di speranza in un mondo migliore.

La Processione d’Inverno è allora, per Imelda, un modo diverso di fare il Presepe?

Molti sono gli artisti  che creano figure per il Presepe, nei materiali e nei modi più affini al loro modo di vivere e intendere l’Arte.
Nella mia tradizione artistica non ho questo tipo di espressione, ma il mio modo di fare è quello di un’arte viva e popolare
La mia è arte viva, che vive tra la gente nelle sue espressioni più spontanee e vere.
Chi partecipa all’installazione della Processione d’Inverno, dimentica il tradizionale Presepe.
Dimentica, partecipando attivamente alla costruzione delle figure della Processione, i condizionamenti ai quali è sottoposto nel corso dell’anno nel lavoro, nella vita sociale.
E, se vuole, torna in contatto con “il bambino” che è dentro di noi.
Inteso non nel senso di noi “da bambini”, ma in un senso più universale che riguarda l’innocenza, lo stupore, la semplicità, il candore, la curiosità dei bambini di fronte alla vita!
Tutto questo è soppresso, oppresso durante la nostra crescita, da informazioni gestite da altri, alle quali ci adeguiamo.
Perdendo la parte migliore di noi stessi.

In che modo si articola la Processione d’Inverno?

Inizia alle porte della città, dopo il quartiere di Lavagnola.
E si snoda per 29 chilometri lungo la strada del Santuario.
Il ciglio della strada è punteggiato delle figure create insieme a me da persone che hanno voluto contribuire alla Processione regalando il loro tempo, le loro idee, la loro speranza in qualcosa di meglio in questo momento planetario inquietante.

Il Santuario è la periferia di Savona.
Credo che bisognerebbe ripartire dalle periferie del mondo.
Il terremoto dell’industrializzazione, in cambio di un benessere minimo ha devastato l’anima dei luoghi e delle persone.
Stravolgendo il senso di un abitare antico e coeso, fatto di borghi, di piazze, di trattorie e caffè.
Come ad esempio era, un tempo, il borgo del Santuario.
Il censo, e l’ansia di conquistarlo a passi veloci, ha reso la cultura (e le radici, e la coscienza di vivere in un paese che fu il più bello del mondo) una zavorra.
Così sono nate le periferie delle città.
Dove con periferia si designano luoghi di miserie, non solo economiche, ma anche esistenziali.
Mentre invece, i Centri Storici sono definiti i salotti buoni delle città, in ogni senso.
Con la Processione d’Inverno vorrei dirottare questo pensiero ormai inutile,  su come invece esista, nelle periferie,  identità sociale,  spirito di comunità, insomma una solida vita collettiva  in prospettiva di futuro.

Cosa si aspetta, Imelda, con la sua Processione?

Non mi aspetto nulla!
Dal 2002 procedo nel mio intento di rappresentare il Natale a Savona con la Processione d’Inverno, e sono grata a tutti gli abitanti, agli allievi e ai sostenitori che, insieme a me, hanno contribuito a crearla, portandola avanti finora.
Vorrei invece, in questo momento dell’anno in cui si fanno propositi e si esprimono desideri, esprimere un mio desiderio sulla Processione di quest’anno:  tutto il percorso che circonda le alture della città, vorrei fosse sentito dai savonesi come un abbraccio della periferia di Savona agli altri suoi quartieri, al Centro Storico.
Perché le periferie hanno un cuore, un nerbo umano, davvero potenti nella loro semplicità.
Basta solo saperli vedere!

La sera di sabato 12 dicembre, nel suo Laboratorio accanto alla Basilica del Santuario, Imelda brinderà con abitanti del santuario e sostenitori della Processione d’Inverno alla sua realizzazione anche in questo Anno 2015!

Interverrà Michel Perloff, parlando sul tema di Natale, Presepe e…quanto suggerirà la fantasia e la partecipazione dei presenti!

2 commenti

  1. Mariella Commenta

    Iniziativa bellissima che va incentivata,divulgata anche in altre regioni

    1. Luciana Berello Commenta

      Buon pomeriggio Mariella!

      Grazie per il tuo commento. E’ vero, si tratta di un’iniziativa che coinvolge parte della città.In una sua zona particolare, la strada che conduce al Santuario della nostra Patrona, la Madonna della Misericordia. Se vuoi conoscerne la Storia vai all’articolo “Santuario, quando una stella muore”.

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