RSS
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Il Francese che Rivoluzionò Savona

 Dal 31 gennaio 1806 al 23 dicembre 1812 fu prefetto del napoleonico distretto di Montenotte con Savona capoluogo, il Conte Gilbert Chabrol de Volvic, artefice della Savona moderna, “Les Amis de Napoléon” e l’Associazione Napoleonica d’Italia ne onorano il ricordo in questa piazza a lui titolata.

( Iscrizione sulla targa apposta in Piazza Chabrol)

 

Chi era costui?

Chabrol

Gilbert Chabrol de Volvic fu nominato da Napoleone Bonaparte Prefetto di Savona nel 1806 e tenne l’incarico sino al 1812 anno in cui Napoleone lo investì della carica di Prefetto della Senna, grazie ai meriti dimostrati durante i sei anni trascorsi nella nostra città.

L’uomo era cresciuto in una famiglia di ufficiali, divenendo ingegnere costruttore di ponti e strade.
Giunse a Savona dopo aver partecipato, nell’Esercito Napoleonico, alla Campagna d’Egitto.
Non era solo uno degli ufficiali di Napoleone, di cui peraltro non subiva il fascino politico.
Era invece un uomo che voleva essere attivo nel suo tempo, usando le sue conoscenze in materia ingegnieristica, statistica, economica ed urbanistica per migliorare l’aspetto e la vita dei luoghi in cui il mestiere di soldato lo portava a vivere.

Indifferente al potere di Napoleone, proveniva da una famiglia monarchica, alleata con i Borboni e non faceva mistero del suo credo politico.

Ma Napoleone aveva riconosciuto in lui una visione avvenieristica della politica, del potere, in quanto poteva unire le sue conoscenze in materia di costruzioni, di statistiche di economia per convogliarle allo sviluppo sociale ed economico delle città governate dal Regime Napoleonico.

Forse a Chabrol importava poco del potere e di chi lo detenesse: aveva più a cuore il benessere dei cittadini, delle persone. Per lui, la carica investita non era che un mezzo per migliorare con i suoi studi e le sue ricerche di cui restano testimonianze negli annali storici, l’ambiente e la società in cui viveva.

La carica di Chabrol non riguardava solo la città di Savona, ma  anche il suo entroterra,  a cui era strettamente legato il suo sviluppo socio economico.
Uno sviluppo che si era cristallizzato per secoli, fermo alla realizzazione delle antiche strade romane.
Era considerata un’area marginale rispetto ai territori della Val Padana.
Nel periodo medievale viene descritta come una serie modesta e incolta di piccoli villaggi poco popolati, situazione immobile in cui stagna sino alla fine del Settecento, un periodo storico tra i più complessi e drammatici in cui gli eserciti Austroungarici  cercano inutilmente di contrastare quello di Napoleone Bonaparte che aveva come obiettivo la conquista dell’Italia Settentrionale.

Caduta la repubblica di Genova, dopo la breve vita della repubblica Ligure, Savona e il dipartimento di Montenotte, di cui la nostra città fu il capoluogo, entrano a far parte della Francia Napoleonica.

Savona si trova così inserita nel circuito del grande Impero multinazionale che è animato da un indirizzo politico amministrativo nuovo basato su una acuta e intelligente osservazione delle reali e potenziali risorse produttive, trasportistiche e commerciali della nostra provincia, posta tra le pianure del Piemonte e le coste del Mediterraneo.

La nostra città e il suo entroterra conoscono, grazie al Prefetto Gilbert Chabrol de Volvic, un periodo di ammodernamento e sviluppo economico determinanti per il suo futuro.

Chabrol costruttore di strade ed attento economista, creò nuove vie di comunicazione attraverso la linea degli Appennini e Savona per favorire la circolazione delle  merci e quindi  stimolare l’attività agricola e manifatturiera.
La  costruzione della strada che da Savona giunge ad Alessandria attraverso la Val Bormida, e la Savona Torino,  furono sollecitate anche da Parigi per ragioni strategiche.

Un sistema stradale a cui si ispirarono tutti i Governi dei decenni successivi.

L’impegno finanziario determinato dalla costruzione di tali Opere, come rileva lo stesso Chabrol nelle sue “Statistiche” …” ebbe un gran beneficio per l’economia del Dipartimento, ed in particolare per le classi più povere che ebbero buone occasioni di lavoro…”

Sono molte altre le infrastrutture realizzate dal Conte Gilbert Chabrol de Volvic, che hanno portato Savona verso la modernità che conosciamo.

Ma la modernità della sua figura politica sta forse nella visione che l’uomo Chabrol ha saputo avere, naturalmente rispetto ai tempi storici in cui è vissuto, oltre le appartenenze politiche e sociali.
Un uomo con il coraggio delle sue idee politiche.
Aperto verso l’avversario di cui conosceva  meriti e limiti.
Fu forse proprio la sua lucida obiettività a dare l’impronta più vera e significativa al suo operato.

La passione per il suo lavoro, la determinazione a dargli un senso nel futuro, ne fanno una figura politica e umana la cui attualità trovo straordinaria.

Un elogio alla normalità, al senso del dovere svolto senza enfasi retorica.
Non è un eroe dalle scelte epiche, il Conte de Volvic, ma un uomo che ha vissuto seguendo una prassi umana.
Per questo più vicina a noi di quanto crediamo, in quanto possibile da imitare.

Fermiamoci a riflettere sulla figura politica e umana del Francese che Rivoluzionò Savona.

 

2 commenti

  1. ernesto Commenta

    bisognerebbe che i nostri politici (locali) lo prendessero ad esempio
    Savona 08/05/2017

    1. Luciana Berello Commenta

      Grazie per il commento Ernesto.
      Mi dai motivo di riproporre l’articolo, nella sua attualità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *