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Chi ha inventato la farinata?

Chi inventò la farinata?

FarinataNessuno lo sa!
Ma lasciatemi dire che, se fu una singola persona, si trattava di certo di una mente superiore!
Se il piatto semplicemente sublime fu il frutto di un lavoro, come diremmo oggi, d’equipe, si tratta di una superba sintesi di ingegnosità e saggezza!

Genova anticaScrivere della Storia di Savona, vuol dire anche parlare di Genova, la città con la quale ci siamo sempre sentiti rivali.
E questa rivalità è essa stessa parte della nostra Storia!

Una alleata di Cartagine e l’altra di Roma.
Una Guelfa e l’altra Ghibellina.
Una che rade al suolo l’altra, o magari insabbia il suo Porto…e via così di dispettucci in  dispettucci…

Savona anticaRivalità e guerre non ebbero solo motivazioni economiche o politiche.

Si esprimono, assai più prosaicamente, su un terreno meno epico: la cucina!

I contrasti più accesi si hanno sul gustoso piatto che sia Savonesi che Genovesi assaporano nelle fredde sere invernali o comunque nei mesi con la erre (ma esiste ancora questa distinzione? Chissa! )

farinataNato nella notte dei tempi delle due città, come geniale soluzione alla scarsità di cibo, alla necessità di economizzare la scarsità di farina, è stato però diversamente concepito.
Mentre i Genovesi esaltano e preferiscono la farina di ceci, i Savonesi sembrano più orientati verso quella di grano…così, tanto per contraddire o per innescare un insanabile conflitto?

Savona sforna la sua specialità composta di farine di grano 0 e 00, sapientemente e misteriosamente mescolate in parti uguali insieme ad acqua e sale.

La ricetta è precisa: tre litri di acqua per un chilo di farina.
Nella superiorità netta dell’acqua rispetto alla farina, sta tutta la genialità dell’aderenza alle esigenze di risparmio che ne avevano sollecitato la creazione!

farinata preparazioneIl procedimento giusto è il segreto per la perfetta riuscita del piatto povero di ingredienti ma ricco di gusto: si inizia a mescolare piano piano la farina, aggiungendo l’acqua tenuta ferma da almeno una notte in un recipiente di zinco, sino a far diventare l’impasto un liquido bianco.
In una grande teglia di rame stagnato, il “testo” (identica a quella usata a Genova ma con esattamente la metà del diametro) si versa l’olio d’oliva e successivamente l’impasto ottenuto, mescolando fino a rendere il tutto omogeneo prima di cuocerlo in forno rigorosamente a legna.

Seguendone la cottura, spostando e roteando la teglia per un omogeneo colore della “torta” come viene anche chiamata in dialetto…finalmente è pronta! La pallida farinata, gustosa, delicata, estremamente saziante…come la dorata sorella genovese!

farinata fuocoOgni sera d’inverno i negozi che la cuociono sono stracolmi di persone.
Primo fra tutti il più vecchio, quello nascosto tra i caruggi, ancora e sempre senza insegna…non è necessaria!
Tutti lo conoscono, sanno dove dirigersi quando vogliono gustare nel più assoluto silenzio e con gli occhi socchiusi, un pezzo di Storia della nostra città!

Farinata1Essere cittadini di Savona, come di ogni altra città del mondo, vuol dire sentire la sua Storia, esserne e farne partecipi coloro che visitano la nostra città.
E’ il posto da dove veniamo, il bagaglio che portiamo dove andiamo.

 

 

10 commenti

  1. Enza Commenta

    Stando alle origini del legume, è probabile che sia stata storicamente importata da qualche arabo, considerato anche che con le stesse materie prime si sfornano prodotti denominati in modo differente anche in Costa Azzurra, costa della Toscana e della Sicilia. Ci vorrebbe una macchina del tempo…..

    Enza

    1. Luciana Berello Commenta

      Brava Enza!

      Hai colto lo spirito dell’articolo! Chi ha inventato la farinata? Come la panissa dentro le focaccette che richiamano il pane azzimo!
      Viviamo un momento storico di migrazioni, mutamenti, spostamenti. Sembra la prima volta che succede nella Storia dell’Umanità e molti hanno paura dello straniero, del diverso da noi. Forse non siamo poi così diversi. E ab biamo più cose in comune di quanto pensiamo!

  2. Paolo Forzano Commenta

    la farinata di grano è stata inventata dai savonesi per un motivo di grave necessità. Infatti dopo la distruzione di parte di Savona all’inizio del 1500 da parte di Andrea Doria, Genova impose un forte dazio sui ceci che allora costituivano un importante voce alimentare. Per evitare tale gabella cambiarono la ricetta della farinata di ceci e inventarono la farinata di grano. E’ questo anche uno dei motivi per cui la farinata di ceci è comune a tutta la Liguria e basso Piemonte, mentre quella di grano si fa solo a Savona ed Albissola.

    1. Luciana Berello Commenta

      Grazie Paolo, per aver letto l’articolo e per il tuo prezioso apporto!
      Nell’articolo la storia della nostra farinata è un po’…romanzata!
      Per dare magia ad un piatto storico che unisce e riunisce i savonesi e le persone che vogliono visitare la nostra città!

      1. Stefano Commenta

        Bellissimo questo articolo dove ci si arricchisce sempre, specialmente sulle nostre tradizioni savonesi che oramai stanno scomparendo…. Ricordo che mio papà mi raccontò che la farinata bianca (faino gianca) nacque casualmente dal mescolarsi di alcuni contenitori rovesciati su di una nave savonese a causa del mare grosso e vista la carestia ovviamente il prodotto che ne uscì non venne buttato, ma anzi, raccolto e fatto cuocere…. Non so quanto possa esserci di vero…. vedo più logica la spiegazione del sig. Paolo sul discorso dei dazi sui cereali, però a volte chissà, non ci sia del vero anche nella casualità dell’incidente.

  3. Maria Grazia Commenta

    Scusate la domanda. ..
    Genova e Savona… quale delle due Guelfa e quale Ghibellina?

    1. Luciana Berello Commenta

      Ciao Maria Grazia,

      Rispondo citando:

      « Si tratta di una fra le più vetuste opere della città, posta, si può dire, a sentinella dell’antica darsena, e che rammenta i tempi di maggiore prosperità del Comune, allorquando le sue navi numerose e balde faceano sventolare la mezz’aquila ghibellina nei mari del levante e ne traevano ricchezze, talché Savona divenne libera, forte, prosperosa. »

  4. Furio Ferro Commenta

    Bellissimo l’articolo, complimenti: riesce a parlare di un argomento serio (la storia) non pesantemente (o noiosa mente…) ma attraverso un percorso piacevole (chi non legge volentieri di cibo?).
    Se permettete faccio un’ aggiunta: la “tradizione”, chiamiamola così, dei mesi con la erre è dovuta al fatto che anticamente i cereali, nei mesi caldi,fermentavano molto rapidamente e quindi non era consigliabile usarli.
    I cereali moderni non hanno più questo problema e quindi anche in estate si può fare e mangiare “a turta” ( a Savona si dice così, “faina’” la chiamano in quella città che, da Savonese, manco nomino).

    1. Luciana Berello Commenta

      Grazie Furio per il tuo commento!

      Il cibo è cultura. Viene da lontano come noi, ci ha permesso di arrivare fin qui. Il modo di alimentarsi nei secoli è cambiato in base ad eventi come guerre e carestie, mode e credenze.
      Quando un popolo migra porta con sé la sua cucina e condividerla insieme ad altri popoli è il miglior modo di aprirsi, conoscersi, entrare in empatia.

  5. Nicolò Commenta

    Ho letto una versione che lmi affascina, pare che dopo un forunale su un leudo che faceva ortte costiere la faina si sia mescolata con l’acqua di mare..; come si sa i liguri “nu caccian via ninte” ilComandante chaima il cuoco e gli dice se riesce a recuperare quel ben di Dio, il cuoco da parte sua pensa che un po`d’olio faciliterà la cottura e voilà la farinata era nata!

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