RSS
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Amici del Mediterraneo: la Rete dello Scambio di Hayet

 

Hayet e Kalafrica

Hayet e Kalafrica

Hayet Maataoug, è la fondatrice dell’Associazione Amici del Mediterraneo, attiva dal 2006 sul territorio savonese.
Ma il lavoro di Hayet in questo senso ha radici più lontane.
Hayet è  una donna dalla vivacità coinvolgente!
Basta parlare insieme a lei del suo lavoro, della sua attiva presenza nel sociale della nostra città, che tutto diventa possibile, realizzabile, concreto!

Hayet, come è arrivata nel nostro Paese?

Negli anni Ottanta con mio fratello siamo arrivati a Savona dalla Francia.
Conoscevo la lingua italiana e per me non è stato difficile integrarmi in Savona.
Lavoravo come ausiliaria presso l’Ospedale San Paolo.
Mi stavo inserendo nella comunità savonese, osservando come la migrazione dai Paesi Arabi iniziasse al fluire verso L’Italia.
Vedevo arrivare persone smarrite, senza punti di riferimento, senza nessuna conoscenza né della lingua italiana, né delle pratiche da avviare per inserirsi nel nuovo Paese.
Ho sentito subito il bisogno di aiutarli, con il sostegno di mio fratello.
Seguendoli da vicino negli uffici comunali, di collocamento, facendo loro da interprete.
Un primo passo per sentirsi accolti.
Ho offerto loro il mio aiuto,  anche a comprendere che a loro volta, dovevano rendersi disponibili verso i connazionali appena giunti in Italia. Ma non solo.
Era necessario ricambiare l’aiuto, l’accoglienza dimostrata dai savonesi che si erano prodigati per il loro inserimento nella comunità cittadina, ognuno con le proprie capacità e possibilità.

Col tempo, ho costruito una rete umana, tra savonesi ed immigrati, fattiva e attiva:quella dello scambio.

Hayet Raf Adriana

Adriana, Raf, Hayet al Torneo di calcio a memoria del giocatore della squadra del Gli Amici Del Mediterraneo SIMO

Quale è stato il primo lavoro svolto in Italia?

Come ho detto, lavoravo come ausiliaria in  presso l’Ospedale San Paolo.
Al verificarsi di emergenze sanitarie che riguardavano cittadini dei Paesi Arabi, la mia conoscenza della lingua francese e araba, è stata determinante per entrare in contatto con i pazienti, in empatia  con i loro momenti di difficoltà
A Savona non esisteva ancora la figura del Mediatore Culturale, sono stata io ad aprire questa strada.
Ho lavorato attivamente anche nel team di Telefono Donna.
Ero il filo che legava le donne maltrattate straniere con le volontarie italiane alle quali si rivolgevano in cerca di aiuto.
Potersi esprimere nella propria lingua in momenti di così forte emotività, è fondamentale per fare il primo passo verso la risoluzione di problemi così gravi.
E’ già difficile poterlo fare parlando la stessa lingua. In questi casi, l’idioma diverso rappresenta un ulteriore muro contro il quale le donne  si scontrano.
Muro che ho avuto il privilegio di aiutare ad abbattere.

Come è proseguito il suo percorso lavorativo e di volontariato in Savona?

E’ proprio così!
Il mio percorso lavorativo segue di pari passo il percorso di volontariato.
L’uno non poteva prescindere dall’altro, per me, per  quanto riguarda la mia indole.
Dopo il  lavoro presso l’Ospedale San Paolo, sono stata assunta  presso il Comune di Savona come Assistente Domiciliare ai Servizi Tutelari.
Fuori dal mio orario di lavoro mettevo a frutto le mie capacità professionali rivolte a coloro che ne avevano, e ne hanno, bisogno.
Svolgere il mio lavoro, mi ha motivata verso la solidarietà. Vivere in prima persona il disagio sociale, mi ha permesso di sviluppare l’idea di un impegno civico volto alla sua rimozione.
In questa civiltà “dell’avere” che ci vede intenti a soddisfare i nostri bisogni senza occuparci o preoccuparci di chi sta peggio di noi, ho voluto proporre, con il mio comportamento, la civiltà “dell’essere”.
Alla base della cultura dell’essere, sta l’amore.
Questa parola  inflazionata, logorata, strumentalizzata, utilizzata spesso ma anche non correttamente, in varie situazioni.
Eppure, essa rimane il termine che racchiude il dono maggiore che I’umanità possiede.
Chi si avvicina al volontariato ama diversamente dall’ordinario: si prodiga per il bene del prossimo, senza chiedere quasi nulla in cambio.

Amici del MediterraneoCome è nata l’Associazione Amici del Mediterraneo?

E’ nata dal mio itinerario lavorativo, di assistenza verso gli altri.
E da un mio itinerario personale.
Mi sono chiesta quali erano le motivazioni che mi spingevano a sostenere chi ne ha bisogno.
E ho compreso che il volontariato non è, per me, solo una moda per aiutare il nostro prossimo.
Può essere invece un modo di mettersi in gioco, aiutando così anche se stessi.
Di condividere esperienze, instaurando  relazioni genuine e sincere oltre i vincoli familiari o professionali.
Le stesse mie motivazioni, le ho riscontrate nelle persone che spontaneamente mi seguivano nel mio intento di migliorare la realtà che ci circonda.
Ovvero, la  rete umana di cui ho parlato all’inizio: è così nata l’Associazione Amici del Mediterraneo, aperta a tutti coloro che si trovano in difficoltà, senza distinzione di etnia, sesso, religione, cittadinanza.
Nel corso degli anni, ho conquistato, in questo modo, la stima e l’amicizia da parte di molti cittadini savonesi, e la collaborazione da parte di alcune Associazioni.
Sono Araba, cresciuta in Europa: questo mio connubio mi ha permesso di valorizzare le parti migliori delle diverse culture, sviluppando una mia precisa connotazione caratteriale:
aiutare il nostro prossimo significa partecipare ai suoi momenti difficili. E una volta superati insieme, condividerne la gioia!
Attraverso il lavoro delle Associazioni attive sul territorio italiano. Una realtà europea che nei Paesi Arabi è sconosciuta.
Vorrei proseguire il mio lavoro in questo senso, per rendere possibile uno scambio attivo tra le diverse culture.
Aprire una strada verso il cambiamento che sta avvenendo in tutto il Mondo.
Una strada verso una trasformazione in positivo.

Chi l’ha aiutata nella realizzazione del suo progetto?

Mi sono rivolta al Consolato Tunisino, all’inizio della mia esperienza.
In quanto rappresentante sul territorio Italiano, di una numerosa parte dei suoi cittadini che scelgono di trasferirsi nel vostro Paese.
In principio, il Consolato voleva riservare il suo intervento solo alla comunità tunisina.
Mi sono ribellata con forza a questo modo di intendere l’aiuto!
Aprirsi alle diverse culture, inserirsi in realtà diverse, significa coinvolgere tutti, non solo una parte delle varie comunità!
Seguire il loro proposito sarebbe stato creare un’ulteriore chiusura, fra le tante chiusure già purtroppo esistenti.
E questa mentalità è priva di senso e poco produttiva nelle dinamiche di inserimento attivo e propositivo di tutti gli stranieri che decidono di stabilirsi in Italia.
Fortunatamente, hanno ascoltato le mie argomentazioni, e cooperiamo da tempo con successo.

hayet 1Quali sono le attività svolte all’interno dell’Associazione?

Siamo attivi in molti ambiti del sociale, che riguardano sport o tempo libero: abbiamo una nostra squadra di calcio ad esempio!
Ma l’attività della quale vado più fiera è il doposcuola per i bambini stranieri.
I bambini, e i ragazzi  stranieri giunti da poco a Savona, vengono inseriti nelle scuole e questo è un bene.
Purtroppo la poca conoscenza della lingua italiana limita le loro capacità e possibilità di apprendimento.
All’Interno dell’Associazione Amici del Mediterraneo, ho creato un Doposcuola, nell’ambito del quale alcuni studenti savonesi, prestano volontariamente il loro aiuto mettendo a disposizione le loro conoscenze della lingua per migliorare l’apprendimento da parte dei loro coetanei stranieri.
Sono diciotto studenti del Liceo Della Rovere di Savona, che per tre pomeriggi a settimana ci coadiuvano in questo senso nella sede della nostra Associazione.
Da parte del Liceo Della Rovere, ai ragazzi viene riconosciuto un credito formativo, in base alle ore di volontariato prestate.
Mi ritengo fortunata di aver conosciuto dei giovani validi, preparati e veramente entusiasti di partecipare al nostro progetto di inserimento dei bambini e ragazzi stranieri nella realtà sociale savonese!

Cosa si aspetta per il futuro dell’Associazione Amici del Mediterraneo?

Più che aspettarmi qualcosa, vorrei fare in modo che le Istituzioni riconoscano il valore umano, culturale, sociale e di servizio che svolgiamo all’interno dell’Associazione, in collaborazione con i cittadini savonesi.
Evidenziando come sia importante in questo nostro Tempo lo scambio attivo tra culture diverse.
Il Mondo sta cambiando.
Sta a noi cooperare  per procedere insieme nella giusta direzione.

Prima che diventasse di moda, Hayet ha trovato il modo di fare del volontariato quasi uno stile di vita.
Questa nostra vita collettiva,  sembra ispirare solo odio o noia, atteggiamenti di indifferenza o repulsione per le inclinazioni e i costumi che ruotano intorno a noi, attenta in alcuni casi, più ad un passato ormai defunto, rifiutandosi quasi al presente.
Magari fa paura questo presente, dove sembra non esistere più nessun punto di riferimento.
Hayet, con la sua “rete umana”, sta cercando di dare un senso a questo mutevole presente in continuo movimento.
Non è un’eroina che intende cambiare da sola il Mondo.
Ma una donna che, consapevole delle sue doti, possibilità e limiti le mette a disposizione, insieme a chi vuole seguirla, nella costruzione di una nuova  etica sociale, che favorisca e valorizzi la convivenza tra diverse culture, dove ognuno di noi, se vuole, può contribuire in base alle proprie capacità personali.

 

 

 

 

2 commenti

  1. Mariella Commenta

    Un plauso ad Hayet perché continui sempre la sua azione di volontariato senza mai stancarsi ma con sempre maggiore entusiasmo!

    1. Luciana Berello Commenta

      Grazie Mariella per il tuo commento!

      In questi giorni più che mai tutti ci auguriamo che energie positive come Hayet e altri di ogni nazionalità colore e religione non smettano di essere..come sono!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *